TRILOGIA D’AUTUNNO: il Corpo del Teatro


 
Siamo come i globuli rossi
di quel grande Corpo
che è il Teatro. 
Paradossalmente è lui
che ossigena i nostri respiri,
osservandoci con i suoi luminosi Occhi.

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 Scivoliamo in Capillari di velluto che ci guidano lungo pareti che, come Pelle, trasudano – musica

Siamo condotti verso il Cuore, che batte forte insieme al nostro.

Come nebbia sottile si appoggia tutt’intorno l’eco di quel battito

e in sua sincronia noi rispondiamo

 ora in un ruggito di applausi  

        

ora trattenendo il fiato.

E vivono le architetture;
come gargoyles prendono parte alla metamorfosi.

 

In ogni singolo battito il Teatro vive
– di rabbia, vendetta, amore, pentimento, coraggio -
e di questa Vita l’uomo assorbe ogni momento,
spalancando le braccia,
lasciandosene colmare.





 Spettatore di sè stesso,
il Teatro
dall’alto
silenzioso
osserva

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Attribuisco a quest’ultima foto il compito di riassumere tutto ciò che ho vissuto durante questo progetto, perchè ha tanti riflessi, sfaccettature, e ha visto tutto.
Frequentare un luogo con tanta magia è bello. Decisamente. La magia è ovunque, nella possibilità di esprimersi, nel provare emozioni, nel condividerle o nel tenerle per sè.
E  ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile ciò, a partire da una bidella della mia scuola che, senza farsi notare più di tanto, in un momento di distrazione generale, ha appoggiato un foglietto volante (con su scritto, in grande: “Trilogia d’Autunno & Verdi Web”) sulla cattedra. Grazie agli artisti, ad Alessandra Dragoni, Franco Masotti e Cristina Muti.
Grazie a voi.
E grazie, soprattutto, ai miei compagni e a Giorgia Orioli, che è stata splendida.