TRILOGIA D’AUTUNNO: Inter nos

Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo.

David Lynch

Così è cominciato tutto. Mi siedevo su una delle tante poltroncine di velluto rosso, mi spostavo in un angolo del teatro, osservando il tutto da una prospettiva differente dal solito, di cui molto probabilmente non si ha la possibilità di provare tutti i giorni. Avevo la possibilità di assistere alle prove, sia degli attori che del coro, di esplorare ogni meandro del Teatro Alighieri, di vedere da vicino una vera e propria orchestra, tutti fattori che mi hanno permesso di avvicinarmi e di apprezzare il mondo dell’Opera e del teatro.

   

 

I primi giorni si conclusero così, semplicemente esplorando ed osservando.

Successivamente, presa sia dall’agitazione che dalla curiosità, decisi di leggere le trame delle Opere che avrei dovuto fotograficamente affrontare e che costituiscono la Trilogia Popolare di Verdi: il Trovatore, il Rigoletto e la Traviata. Speravo di farmene un’idea e di partire avvantaggiata, ma tutto questo non si rivelò poi così utile, poichè il giorno successivo in cui mi recai a teatro non mi ricordavo assolutamente più nulla, cosa che, conoscendomi, mi sarei potuta benissimo aspettare.

Tutto venne da sè, giornata dopo giornata, prova dopo prova.

IL TROVATORE

IL RIGOLETTO

LA TRAVIATA

Nel frattempo, il teatro era divenuto per me come una seconda casa. Gli attori, i tecnici, la regia… riconoscevo ogni viso ed ogni volta era un po’ come trovarsi in una grande famiglia in cui, qualunque fosse stato il tuo ruolo, eri sempre accolto con grande calorosità. Mi accorsi che ogni pregiudizio era risultato infondato; chissà perchè mi ero immaginata questo ambiente tanto diverso.

Ognuno, durante questo percorso, ha dato prova di grande umiltà ed umanità in qualunque cosa facesse, come dimostrano questi “scatti rubati”. Perchè sul palcoscenico non esistono soltanto serietà e compostezza: è proprio durante le prove, quando l’eco riecheggia tra le mura del teatro ancora non gremito , che fuoriesce il lato più vero e spontaneo di ogni attore. Ed anche un piccolo errore si trasforma in una grande risata.