Martina Zanzani

Capricorno ascendente leone. Da poco ha deciso di uscire dai gusci che si abitano. Fra poco dovrà capire cosa “vorrà fare da grande” (ancora non lo sa). Praticamente sempre ha atteso che questo “vorrà fare da grande” le venisse incontro e si presentasse, magari con una stretta di mano e un bacio sulla guancia, magari davanti a scuola, o dal Continua la lettura

 

TRILOGIA D'AUTUNNO: il Corpo del Teatro

 Siamo come i globuli rossi di quel grande Corpo che è il Teatro.  Paradossalmente è lui che ossigena i nostri respiri, osservandoci con i suoi luminosi Occhi.  _________________    Scivoliamo in Capillari di velluto che ci guidano lungo pareti che, come Pelle, trasudano – musica Siamo condotti verso il Cuore, che batte forte insieme al nostro. Come nebbia sottile si Continua la lettura

The alla pesca

Non ricordo se era il mio secondo o terzo giorno a Teatro, ma devo ammettere che ero piuttosto spaesata ed intimorita. Tutti si muovevano con agilità, sapendo come e dove muoversi. Io sedevo sugli scalini che portano all’ultimo ordine di palchetti, e in un imbarazzato silenzio cervavo di metter ordine ai miei movimenti abbastanza sgraziati. E’ in quel momento che Continua la lettura

Anime

 

per l'ultima volta

Per l’ultima volta, vestita di attesa e trepidazione, mi sono recata a teatro per assistere a quella metamorfosi che avviene sul palco. Per la prima volta l’ho osservata senza la deviazione dello sguardo digitale di una macchina fotografica, senza poterne fermare alcun momento. Questa volta, accompagnato dalla presenza di un attento pubblico, lo Spettacolo si sarebbe mostrato in sè e Continua la lettura

Per un istante

  Per un istante desidero affogare in quel candore. Una carezza leggera sulle pelle, Un abbraccio lento mentre scena e vita scorrono e scappano.     Dura un istante, il tempo di uno scatto;   in quell’istante non più attore e spettatore. Solo io, e quell’ampio, Bianco velo.   Quando  il Rosso arriva  mi strappa dal mio statico sospiro e mi rapisce.    

Violetta

               prima è riempita da una Consapevolezza che annulla i colori poi è come se la Vita la stesse travolgendo, passandole dentro e  tutt’intorno.

Mani

Questi sono discorsi silenziosi, che scrivono le proprie frasi disegnandole nell’ombra.

Questa danza d'amor tra luci e ombre

     

Riflessi di Traviata

              Fui rapita da quelle evanescenti apparizioni; si prendevano beffa di noi spettatori scomparendo e riapparendo stravolte. Ombre indipendenti dal corpo che riflettono.         Quasi incredibile pensare che dietro a forme di una tale, fluida intensità ci sia una compostezza e una perfezione matematica.                                                                                    

Passi felpati del secondo giorno

La mia seconda visita è stata poco più di un batter di ciglia. Lunedì, come se si fosse messo d’accordo con le Maschere, il Silenzio si snodava tra i corridoi del Teatro; sembrava suggerire pazientemente la direzione da prendere, facendoti talvolta udire qualche suono ovattato.                    Il primo suono che ho ascoltato è stato quello delle voci dei tecnici ( che Continua la lettura

Il primo giorno

“Ciao! Sei qui per il Verdi Web? Sei Martina?” Viso porta scale portaportaporta e un’altra scala ancora. Sala voce luce buio buio luce bocca e un’altra voce ancora. Musica occhi musica di nuovo visovisoviso e altri occhi ancora. Un inizio in media res. Sono salita nel posto più alto, abbagliata da quello che mi scorreva intorno là in basso. Speravo Continua la lettura