Mirko Dadich

Ha una grafia indecifrabile e scrive di notte sul retro degli scontrini, lacrimando diottrie, anche se in realtà non ha molto da dire. Tutti i suoi racconti sono basati su storie vere e sulla violazione di numerosi copyright. Collabora alla stesura dei testi per il blog Pre – Odierno e con i gruppi artistici Dimensioni Variabili e DissensoCognitivo. Tra le Continua la lettura

 

TRILOGIA D'AUTUNNO - SINFONIA D'AUTUNNO

VERSO IL CENTRO Pelle tesa sulle ossa, viso rigato di cenere e capelli come paglia secca. Il ragazzo vestito dei suoi stracci percorre Via De Gasperi in una corsa sincopata, strappi nelle gambe mentre rasenta i muri, mescolandosi con le ombre degli edifici per paura dei cecchini. Riduce il suo passaggio a un fruscio sommesso e alza la testa verso Continua la lettura

Cocacola sul superdeclivio

Fabri e suo padre mi passano a prendere in macchina, li aspetto fuori dal cancello di casa mia, congelando lentamente. Arrivano in ritardo, salgo dietro, saluto e sbuffo: “Fa un freddo cane”, poi durante tutto il tragitto nessuno dice una parola. Arriviamo a scuola dopo la campanella. In classe vedo tutti un po’ esaltati e non capisco perché. La mia Continua la lettura

Arrampicarsi sugli specchi

Ai quei tempi crepavo di fame e per tirare su un po’ di soldi, collaboravo con una rivista underground chiamata Combustione Spontanea. Il proprietario e caporedattore si chiamava Bruno Bassi: faccia unta e flaccida, sovrappeso, in attesa del terzo infarto. Curava l’editoriale, componendo lunghe invettive rivolte verso qualunque cosa. In pratica era un grezzone alcolizzato, sudava copiosamente. Mesi prima, mi Continua la lettura

Teatro Alighieri, sistema di sorveglianza 28/10/2012 15:34-15:46

Precipitato in questa poltrona di rosso e legno, apro le mie pupille al riverbero della lunghezza d’onda, radiazione azzurra. Le lenti video, amanuensi digitali, ricopiano a scatti la realtà e me la porgono congelata in pacchetti di luce, da rimirare in differenti angolazioni come ambra vecchia di milioni di anni. Precipitato in poltrona rosso legno, immerso nello schermo piatto, nello Continua la lettura

Cut up sfrenato

Tecnica: Estrazione di testo Fonte: Libretto Trovatore-Edizione 2010/2011 RavennaFestival   (Tra il sonno e la veglia)   stesa su un giaciglio trafitta di volta in volta dalle visioni carne e simbolo al tempo stesso aveva iniziato a deperire lungo insolite linee e distanze   (Con nobile orgoglio)   confondere passato e futuro tutte le fibre m’arse, avvampò la primiera favilla Continua la lettura

Ricognizione

Sei un occhio. Sei un occhio, spalanchi le porte dell’ingresso artisti, fuggevole dietro di te una piazza deserta, palme fuori posto e luce pre-alba. Entri con un risucchio d’aria, turbine autunnale. Ci sono indicazioni, frecce direzionali e decifrarle sembra un’impresa possibile, quindi le segui e ti lanci contro le porte tagliafuoco, riquadri azzurri blindati che attraversi in successione. Applausi secchi Continua la lettura

Intercettare il viaggio sonico

e poi entro in sala infilandomi prima che la porta si richiuda. Al posto dello spazio vuoto del palcoscenico c’è uno schermo di dimensioni titaniche, fuorviante, contornato dal buio della sala. Nell’istante in cui le mie pupille si dilatano per adeguarsi all’oscurità, ho la sensazione passeggera di essere in un cinema. Spettacolo pomeridiano, rassegna di film muti. Sullo schermo scorre Continua la lettura