Valentina Alfonsi

I film mi hanno condotta agli attori, gli attori mi hanno portata a teatro, nel teatro ho trovato l’opera lirica. L’amore per la musica c’è sempre stato. Il palcoscenico mi commuove e se mi si offre la possibilità di guardare dietro le quinte non posso dire no. Una delle tante belle persone che il palcoscenico lo abitano mi ha fatto Continua la lettura

 

TRILOGIA D'AUTUNNO: Time is not what it is but how it is felt

Sedersi lì, oppure alzarsi. Camminare. Ogni volta, tante volte, finché lo desideri. Per spiare, rubare, saziare curiosità mai ipotizzate. Se la prova prelude all’esperienza completa della recita, allora diventarne spettatore è semplice finestra aperta sul meccanismo creativo (e materiale, e tecnico). Ma se la prova resta momento non ripetibile che a nulla conduce, se la prova basta a se stessa? Continua la lettura

La solitudine dell'assieme

È la prova d’assieme. Ma l’assieme non è vero perché non è completo. La buca scavata per abbracciare la giovinezza degli orchestrali porta a compimento le figure del palcoscenico ma, insieme, le isola. Il compimento della prova chiude l’opera su se stessa. La allontana. La prova compiuta è un’opera triste. Sola oltre quella buca scavata per darle vita vera con Continua la lettura

Dalle gravi palpebre il sonno a discacciar

Si dà ascolto al canto lontano del Trovatore che quell’ascolto lo pretende, solo per sé, prima ancora di toccar la scena. Più umilmente, il basso Ferrando racconta e raccorda, intona la storia, la fa accadere, la rende possibile. Lama negli occhi, impeto nelle mali, azioni che scattano. Brilla Ferrando, arde più forte delle fiamme che narra. Bruciato a mezzo, fumante Continua la lettura

Giocammo da Flora. E giocando quell'ore volar.

Le curiosità di spettatore perdono le briglie negli spazi della prova. Giocano sulla soglia che separa persona e personaggio. Flora è spesso a un passo dalle quinte, il centro non è suo. Ma Flora nasce in chi le dà la carne, vive attraverso la persona che la canta. E Isabel è viva sopra questo legno, vivace tra i velluti. Cattura Continua la lettura

E la vostra grazia senza paragone, ultima, è che la vostra bellezza NON VI RIGUARDA

Tu sai forse d’esser bella e la tua bellezza a te appartiene. La linea del palcoscenico è confine della mia libertà: lassù quella bellezza si fa toccare e solo al buio posso guardarti, senza paura. Il tempo della prova sfuma il segno del confine. Perdo protezione. Luce e buio si intrecciano. Tu sei bella, tu, tu sola. Coraggio sacro e Continua la lettura

Un dì, felice, eterea

A teatro l’innamoramento è fulminante. Ci credi subito e t’innamori di tutto, mani e capelli, vestiti e gesti. Ci credi subito e dura per sempre. Dal primo momento è nostalgia. Abitare il teatro quando lo spettacolo è in costruzione rallenta e amplifica lo sguardo. Tornare in un luogo lo rende casa, è strano. Ai lampi di passione si mescola la Continua la lettura

Dal bianco del sole al rosso della pira

Dalla luce al buio, per incontrare una luce diversa. Dalla luce della strada al buio del teatro. Fuori c’è Ravenna. Dentro c’è Leonora. Lo spettacolo è un flusso radioso unico, la prova è fatta di scintille. Sorprende di più. Perché quella «sintesi della vita che ci si vede ricreare sotto gli occhi da corpi viventi» arriva per lampi staccati, di Continua la lettura